Territorio e tradizione

Storicamente nel Delta le principali attività umane sono state la pesca e l’agricoltura; da qui sono scaturiti molti degli elementi che caratterizzano il paesaggio tradizione di questi luoghi, e che sovente si manifesta in modo del tutto originale.

I prodotti tipici sono fortemente legati al territorio, non solo in modo fisico e materiale, ma anche in modo immateriale coinvolgendo la storia, i saperi, e le tecniche di lavorazione. Un elemento tipico “appartiene da tempi remoti” ad un preciso luogo e continua a essere realizzato secondo pratiche che affondano le loro radici nella tradizione. La valorizzazione della tradizione rientra pienamente negli obiettivi Biosfera Delta Po; in particolare il connubio dato da turismo, cultura, enogastronomia costituisce uno dei principali tramiti per lo sviluppo sostenibile, in questo contesti i prodotti tipici sono certamente protagonisti.

Probabilmente il settore delle attività umane più caratteristico del Delta è la pesca, che in questo luogo di incontro tra acque dolci, salate, superficiali e profonde, si esprime in moltissime forme, alcune delle quali veramente peculiari. Ecco alcuni dei prodotti più tipici:

  • Cozze e Vongole. La raccolta delle cozze si è sviluppata negli anni '60 a partire dalla Sacca degli Scardovari e successivamente estesa in molte altre aree del Delta. Anche la raccolta della vongola verace (Tapes decussatus) è diffusa, tuttavia negli ultimi anni ha avuto grande sviluppo l’allevamento della vongola verace filippina (Tapes philippinarum) grazie alla quale vi è stata una notevole crescita produttiva ed economica (l'Italia è diventata il maggior produttore comunitario). La raccolta, che viene ancor oggi effettuata a mano, si caratterizza per la rotazione delle zone di pesca e delle zone di riposo biologico (caratteristica principale di un'economia sostenibile).
  • Anguilla. Nelle valli di Comacchio l'anguilla trova un habitat ottimale. Sfruttando l'influenza delle maree sull'istintivo spostarsi delle anguille, ancora oggi si utilizzano le antiche tecniche di pesca come il lavoriero, un intricato sistema di sbarramenti e griglie mobili, a forma di freccia, posto in prossimità dell'imbocco dei canali che collegano le valli al mare. L'”Anguilla marinata delle valli di Comacchio” costituisce la lavorazione più tipica del pesce di valle. Per questo l'antico metodo di lavorazione dell'anguilla (previsto da un regolamento del 1818) è stato ripristinato all'interno della Manifattura dei Marinati, in centro a Comacchio.

In zona sono utilizzati molti tipi di pesca; fra i prodotti più diffusi abbiamo il pesce azzurro ed i cefali. Discorso a parte occorre fare le "Acquadelle marinate", antica tradizione del Ferrarese e delle Valli di Comacchio. Si tratta di una frittura di piccoli pesci (latterini) che viene marinata con aceto e alloro, e poi confezionata in latte, permettendo un periodo di conservazione dai 3 ai 6 mesi. Vi sono varie attività di pesca nell’area marina e costiera, inoltre le molte lagune e allevamenti sostengono la presenza di strutture collegate come i mercati ittici (Pila, Porto Viro, Scardovari, Porto Garibaldi), allevamenti, porti per pescherecci, stabulari…

In campo agricolo vi sono delle produzioni connesse al particolare tipo di terreno alluvionale, argilloso o sabbioso, che supportano produzioni orticole di pregio, fra cui spiccono prodotti DOP (Denominazione di origine protetta), DOC (Denominazione di Origine Controllata) e IGP (Indicazione Geografica Protetta):

  • Aglio bianco Polesano (DOP). Nella provincia di Rovigo l'aglio ha trovato un clima temperato ideale per la coltivazione, con terreni a fondo argilloso, che conferiscono al prodotto delle caratteristiche organolettiche e un sapore unico al mondo. Qui viene prodotto oltre il 50% dell’aglio nazionale.
  • Asparago verde di Altedo (IGP). Tipica coltivazione dei terreni sabbiosi della costa ferrarese sino alla zona di Bondeno (BO), si tratta di un ortaggio particolarmente rinomato per il gusto e la qualità.
  • Radicchio di Chioggia (IGP). La coltivazione del radicchio venne introdotta dai veneziani attorno al 1500, gli orticultori nel tempo selezionarono alcune varietà sino a giungere all’attuale Radicchio rosso di Chioggia diffusosi diffusosi una secolo fa e tipico della bassa pianura veneta (compreso alcune aree Biosfera Delta Po).
  • Riso del Delta del Po (IGP). Ovviamente il Delta del Po si presta molto bene alla coltivazione del riso poiché la coltura prevede terreni periodicamente inondati. La coltivazione del del riso, impiegato in zona sin dal 1500, era particolarmente indicata per quei terreni in cui si voleva favorire la bonifica. In passato ebbe grande diffusione e vennero selezionate alcune varietà tipiche che ancora oggi mostrano un ottimo valore culinario.
  • Vini del bosco Eliceo (DOC). Chiamati anche vini delle sabbie costituiscono un insieme molto particolare di vini tipici della costa sabbiosa dell’Emilia-Romagna. L’ambiente particolarmente umido, l’aria salmastra e la vicinanza del mare che mitiga le stagioni, sono elementi che, unitamente alla plurisecolare tradizione vitivinicola, contribuiscono creare questi vini con un carattere molto deciso.
  • Zucche, cocomeri e meloni. Si tratta di ortaggi appartenenti alla famiglia delle Cucurbitacee che trovano nei terreni alluvionali del Delta condizioni particolarmente propizie alla crescita. Ricordiamo qui alcune varietà tipiche dell’area: il Melone del Polesano (RO), la Zucca di Melara (RO), la Zucca violina (FE), il Cocomero ferrarese (FE)

Molte altre colture sono diffuse su questi territori, mentre nei pressi di Rosolina (RO)è presente la Centrale Ortofrutticola di Rosolina, uno dei più importanti centri Italiani di raccolta e smistamento di ortaggi e verdure.

Infine, non coltivato ma comunque prodotto della terra, è il tartufo “bianchetto” o marzuolo (Tuber borchi); tipico dei terreni sabbiosi, in particolar modo delle pinete, che costituisce una presenza spontanea molto interessante. Da circa quindici anni esiste anche un centro sperimentale per la Tartuficoltura di Porto Viro (RO) con il compito di diffondere l'uso di piantine micorizzate nelle opere di rimboschimento e di promuovere la creazione di tartufaie coltivate in ambito agricolo.

Per chi fosse rimasto particolarmente colpito dalle tipicità territoriali ricordiamo che nella sezione “approfondisci” riportiamo un apposito settore con link a ricette ed utilizzi.

Da quanto esposto sopra appare chiare come le potenzialità del territorio siano enormi ed ancora ben poco espresse. Compito della Biosfera Delta Po è quello di favorire lo sviluppo ed il miglioramento di queste pratiche facendo particolare attenzione alla sostenibilità delle azioni umane. La pesca in particolar modo rappresenta un forte banco di prova, poiché si tratta dello sfruttamento comune di risorse naturali.

Prodotti tipici ferraresi: http://www.ferraraterraeacqua.it/it/enogastronomia/prodotti-tipici

Prodotti tipici della provincia di Rovigo: http://www.pianificazione.provincia.rovigo.it/media/turismo/immagini/MaterialeInformativo/Brochure-prodotti-tipici.pdf

 

 

Strumenti e progetti

Una delle prassi consolidate che generalmente si tende a stimolare è quella della condivisione delle “buone pratiche” che possono fungere da esempio. Nel caso della Biosfera Delta Po ci si è rivolti verso il progetto “Sense of Place” della Riserva MaB “Galloway and Southern Ayrshire” in Scozia, che prevede la realizzazione di manuali (toolkit) come base per formare e aggiornare gli operatori sul territorio. Attualmente sono in fase di realizzazione 4 tipologie di toolkit della Biosfera Delta Po:

  • Manuale degli operatori turistici (già pronto e disponibile online)
  • Manuale degli operatori agricoli e ittici
  • Manuale degli operatori della ristorazione
  • Manuale degli operatori delle imprese sociali e terzo settore

 

Per quel che riguarda il piano di comunicazione generale

  • Realizzazione di una mappa e di una carta illustrata della Biosfera Delta Po (gia fatto?)
  • Organizzare un concorso fotografico dedicato al rapporto uomo/natura nella Biosera Delta Po
  • Organizzare attività di Geochacing nella Biosfera Delta Po, in modo da migliorare il legame col territorio, esplorandolo anche con GPS e applicazioni specifiche
  • Organizzare degli “Educational tour” per blogger, giornalisti specializzati, tour operator, agenti di viaggio ecc … Per promuovere il Delta del Po
  • Nominare degli “Ambasciatori Biosfera Delta Po”. Il primo giugno 2017 è stato nominato Antonello Venditti (https://youtu.be/jZDaahFcr-8 )

 

Numerosi sono le possibilità per accedere alle informazioni online:

 

Di un certo interesse è il progetto UPVIVUM, Biosfera gastronomica a kilometro 0” in cui tre Riserve della Biosfera (Delta Po, Appennino Tosco-Emiliano e Alpi Lendresi e Judicaria) patrocinano assieme un concorso gastronomico per valorizzare le tradizioni ed il patrimonio agro-alimentare del territorio

Biosfera Delta Po

Poco dopo il termine della seconda guerra mondiale venne fondata l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) nata con i seguenti scopi:

  • Mantenere la pace e la sicurezza internazionale;
  • Promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare a una rottura della pace;
  • Sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l'autodeterminazione dei popoli mondiali;
  • Promuovere la cooperazione economica e sociale;
  • Promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui;
  • Promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti;
  • Promuovere il rispetto per il diritto internazionale ed incoraggiarne lo sviluppo progressivo e la sua codificazione.

In accodo coi principi sopra elencati venne creata l’agenzia dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) con lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l'istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l'informazione per promuovere "il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali" quali sono definite e affermate dalla Carta dei Diritti Fondamentali delle Nazioni Unite.

L’ONU raccolse l’eredità della Società delle Nazioni, la prima organizzazione intergovernativa nata con lo scopo di perseguire la pace dopo la prima guerra mondiale. Il numero di adesioni alle Nazioni Unite ècontinuamente aumentato a partire dai 55 stati membri del 1945 sino a giungere ai 193 di oggi (2017). L’Italia, nonostante avesse inoltrato richiesta di adesione già da alcuni anni, entrò a far parte dell’ONU solo a partire dal 1955 a causa delle contrapposizioni sorte nella logica dei blocchi Est Ovest della cosiddetta “guerra fredda”.

L’atto costitutivo dell’UNESCO firmato nel 1945 ed entrato in vigore nel 1946 era sostenuto inizialmente da 37 nazioni. L’Italia venne ammessa nel 1947 con ratifica dell’atto costitutivo da parte del governo italiano nel 1948. Questa adesione rivestì una notevole importanza sul piano diplomatico poiché costituiva un primo importante passo verso l’ingresso italiano nelle Nazioni Unite che in quel periodo incontrava ancora notevoli difficoltà.

Le adesioni delle nazioni all’UNESCO nel tempo hanno subito alterne vicende, e pur rientrando nell’ambito dell’ONU, sono state spesso discordi da questi.Ad esempio in seguito a varie controversie gli Stati Uniti (1984-2003) ed il Regno Unito (1985-1997) uscirono dall’organizzazione per diversi anni. Ultimamente sempre gli Stati Uniti in aperto dissenso con alcune politiche perseguite dall’Agenzia hanno dichiarato nuovamente la fuoriuscita dall’UNESCO (12 ottobre 2017) che sarà effettiva a partire dal 31 dicembre 2018.

http://www.un.org/

http://www.unric.org/html/italian/pdf/UDHR_ITA.pdf

http://www.onuitalia.com/2015/01/11/italia-allonu-dieci-anni-di-anticamera-per-lammissione/

Rete mondiale Riserve Biosfera UNESCO

L’insieme delle Riserve MaB UNESCO costituisce un network mondiali che permette di confrontarsi periodicamente attraverso convegni internazionali.

Gli incontri periodici vogliono favorire l’insorgere di relazioni attraverso collaborazioni e progetti che si realizzino, anche grazie all’accesso alla rete delle conoscenze globlali sui temi dello Sviluppo Sostenibile. In questa logica anche le buone pratiche del Delta del Po potranno essere fatte conoscere in tutto il mondo, ovviamente sempre con riferimento ai vari obietti prefissati dall’ONU, tra cui anche i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Global Goals dell’Agenda 2013)

Dal 3 al 7 aprile 2017 si è tenuta la Convention EuroMaB, organizzata a Sarlat in Francia, dalla Riserva di Biosfera MaB UNESCO della Dordogne (una delle più estese d'Europa) che ha coinvolto oltre 200 partecipanti in rappresentanza di circa 100 Riserve di Biosfera. I lavori della convention sono stati articolati in workshop tematici dove i partecipanti si sono confrontati su criticità e soluzioni, avendo l’opportunità di programmare anche azioni coordinate. In particolare in questa sede si è deciso di tenere il primo Forum Mondiale dei Giovani MaB UNESCO (UNESCO MaB Youth Forum 2017) proprio nella Biosfera Delta Po.

     

Il Forum è durato 6 giorni, dal 18 al 23 settembre, durante i quali si sono conosciuti e hanno lavorato insieme 282 giovani provenienti da 142 Riserve di Biosfera di 85 Paesi del mondo. Il forum ha prodotto una dichiarazione in 12 punti letta nel teatro comunale di Adria (RO) di cuial momento in cui scriviamo è disponibile solamente il video

 

Un po’ di storia – La candidatura

Il riconoscimento del Delta del Po a Riserva della Biosfera è il risultato di un lungo processo di progettazione partecipata iniziato nel 2010 dal Parco Regionale Veneto Delta Po a cui si sono uniti i territori ferraresi del Parco Naturale del Delta del Po dell’Emilia Romagna.

La candidatura è stata avanzata nel 2013, integrando alcune specifiche nel 2014 ed ottenendo il riconoscimento nel 2015.

La complessa ed onerosa preparazione di tutta la documentazione necessaria per rientrare pienamente nei criteri richiesti non si è rivelata particolarmente semplice, e questo ha comportato un’adesione solo parziale dell’area più sud del Delta del Po.

I Comuni di Alfonsine, Argenta, Cervia e Ravenna, i cui territori comprendono aree che fanno parte del Parco del Delta del Po Emilia-Romagna, hanno avviato già dal 2016 il processo partecipativo per la candidatura a diventare Riserva della Biosfera MaB UNESCO: chiederanno cioè un allargamento all’attuale perimetro della Riserva

 

Biodiversità

Da un punto di vista strettamente naturalistico il Delta del Po costituisce la più importante zona umida d’Italia, con la presenza di situazioni ambientali (a volte uniche nel panorama nazionale) che vanno a costituire un territorio estremamente variegato. Si possono infatti incontrare sistemi dunali costieri, formazioni sabbiose, scanni, aree lagunari, valli da pesca, barene, isole fluviali, dune fossili, argini, canali, corsi fluviali, pinete costiere, boschi ripariali, golene, zone umide salmastre, zone umide di acque dolce.

Un territorio così vario supporta una presenza biologica molto articolata con una notevole biodiversità, importante sia da un punto di vista numerico, sia da un punto di vista di qualità e rarità. Sono presenti ben oltre mille specie di flora vascolare ( di cui almeno trenta di orchidee, e fra queste Ophrys apifera qui a lato), distribuite in base alle esigenze ecologiche. Fra queste ricordiamo alcune particolarmente rare o interessanti da un punto di vista fitogeografico come l’ibisco litorale (Kosteletzkya pentacarpos), il fiordaliso di Tommasini (Centaurea tommasinii), la salicornia veneta (Salicornia veneta), lo sparto delle barene (Spartina maritima), la granata hirsuta (Spirobassia hirsuta), il cisto femmina (Cistus salviifolius), la piantaggine di Cornut (Plantago cornuti) il giuncastrello marino (Triglochin maritima) e l’apocino veneziano (Trachomitum venetum).

Anche la fauna presenta una notevole variabilità in tutte le sue componenti; gli ambienti acquatici e le zone umide in generale, ospitano comunità molto caratteristiche, spesso sono presenti specie con ristrette esigenze ecologiche e pertanto fortemente vincolate a questi habitat. Considerando che negli ultimi decenni vi è stato un enorme impatto antropico su buona parte dei territori costieri e di pianura della penisola italiana, con una drastica diminuzione delle aree naturali, il Delta del Po si prospetta come uno degli ultimi complessi superstiti e meglio conservati delle zone umide italiane. Quest’area è fondamentale per le funzioni di protezione, conservazione e diffusione della notevole biodiversità presente.

Gli invertebrati sono innumerevoli, e nonostante siano ancora in corso vari studi di approfondimento, sono note alcune specie di notevole valore fra cui ricordiamo: la polissena (Zerynthia polyxena), il licenide dei prugni (Satyrium pruni), varie cicindele (Cylindera trisignata, Cicindela majalis, Calomera littoralis), e altri coleotteri piuttosto rari (Carabus cancellatusScarabaeus semipunctatus, Polyphylla fullo, Acinopus ammophilus, Osmoderma eremita).

Valutando acque dolci, salmastre e salate si contano oltre 50 specie di pesci, fra queste citiamo due interessanti specie eurialine, l’anguilla (Anguilla anguilla) e lo storione cobice (Acipenser naccarii), che compiono migrazioni per scopi riproduttivi dal mare alle acque interne e viceversa.

Fra i rettili ed gli anfibi complessivamente sono presenti una trentina di specie alcune di queste particolarmente rare come la rana di Lataste (Rana latastei) ed il pelobate fosco (Pelobates fuscus) fra gli anfibi, la testuggine palustre (Emys orbicularis) e la testuggine terrestre di Hermann (Testudo hermanni) fra i rettili.

Il Delta del Po ospita oltre 40 specie di mammiferi, tra cui notevolissima la presenza del cervo della Mesola (Cervus elaphus), l’unica popolazione autoctona dell’Italia peninsulare.

 

Da un punto di vista strettamente naturalistico il Delta del Po costituisce la più importante zona umida d’Italia, con la presenza di situazioni ambientali (a volte uniche nel panorama nazionale) che vanno a costituire un territorio estremamente variegato. Si possono infatti incontrare sistemi dunali costieri, formazioni sabbiose, scanni, aree lagunari, valli da pesca, barene, isole fluviali, dune fossili, argini, canali, corsi fluviali, pinete costiere, boschi ripariali, golene, zone umide salmastre, zone umide di acque dolce.

Un territorio così vario supporta una presenza biologica molto articolata con una notevole biodiversità, importante sia da un punto di vista numerico, sia da un punto di vista di qualità e rarità. Sono presenti ben oltre mille specie di flora vascolare ( di cui almeno trenta di orchidee, e fra queste Ophrys apifera qui a lato), distribuite in base alle esigenze ecologiche. Fra queste ricordiamo alcune particolarmente rare o interessanti da un punto di vista fitogeografico come l’ibisco litorale (Kosteletzkya pentacarpos), il fiordaliso di Tommasini (Centaurea tommasinii), la salicornia veneta (Salicornia veneta), lo sparto delle barene (Spartina maritima), la granata hirsuta (Spirobassia hirsuta), il cisto femmina (Cistus salviifolius), la piantaggine di Cornut (Plantago cornuti) il giuncastrello marino (Triglochin maritima) e l’apocino veneziano (Trachomitum venetum).

Il Delta del Po

Il Delta del Po si estende su una superficie vasta come pochi altri apparati deltizi in Europa (oltre 700 chilometri quadrati); se poi aggiungiamo che è costituito da un territorio di straordinario interesse naturalistico, in alcune parti ancora integro, possiamo affermare quanto segue:

“il Delta del Po non solo costituisce il più importante complesso di zone umide in Italia, ma è anche fra i principali siti europei, paragonabile ad aree come la Camargue (Delta del Rodano) in Francia, il Delta del Danubio in Romania ed Ucraina, il Parco Nazionale della Doñana (foce delGuadalquivir) in Spagna; aree che sono tutte Riserve della Biosfera MaB UNESCO”

Il Delta del Po complessivamente si sviluppa su due Regioni (Veneto ed Emilia-Romagna), 3 Provincie (RO, FE, RA) e 19 comuni: Adria, Alfonsine, Argenta, Ariano nel Polesine, Cervia, Codigoro, Comacchio, Corbola, Goro, Loreo, Mesola, Ostellato, Papozze, Porto Tolle, Portomaggiore, Porto Viro, Ravenna, Rosolina, Taglio Po.

Volendo approfondire la conoscenza naturalistica del Delta del Po si può cominciare con le aree Natura 2000 (Siti di Interesse Comunitario – SIC, e Zone di Protezione Speciale – ZPS); di seguito riportiamo quelle incluse (anche parzialmente) entro la Riserva della Biosfera

Aree di interesse naturalistico del Parco del Delta

Regione

Natura 2000

Altro

Vallona di Loreo

VEN

ZPS

Dune di Rosolina e Volto

VEN

SIC

Golena di Bergantino

VEN

ZPS

Dune fossili di Ariano nel Polesine

VEN

SIC

Delta del Po: tratto terminale e delta veneto

VEN

SIC

Dune di Donada e Contarina

VEN

SIC

Delta del Po

VEN

ZPS

Rotta di S. Martino

VEN

SIC

Valle Bertuzzi, Valle Porticino-Cannevié

EMR

SIC, ZPS

Sacca di Goro, Po di Goro, Valle Dindona, Foce del Po di Volano

EMR

SIC, ZPS

Bosco di Volano

EMR

SIC, ZPS

Dune di Massenzatica

EMR

SIC, ZPS

Riserva Naturale orientata Dune fossili di Massenzatica

Dune di San Giuseppe

EMR

SIC, ZPS

Bosco della Mesola, Bosco Panfilia, Bosco di Santa Giustina, Valle Falce, La Goara

EMR

SIC, ZPS

Riserva Statale Bosco Mesola, Riserva Statale Bassa dei Frassini-Balanzetta

Valli di Comacchio

EMR

SIC, ZPS

Vene di Bellocchio, Sacca di Bellocchio, Foce del Fiume Reno, Pineta di Bellocchio

EMR

SIC, ZPS

Riserve Naturali Statali Foce Fiume Reno, Riserva Naturale Statale Sacca di Bellocchio

Valle del Mezzano

EMR

ZPS

In previsione futura di un eventuale allargamento anche alla parte più sud del Delta del Po riportiamo quelle aree Natura 2000 che attualmente non rientrano nella Biosfera Delta Po (pur essendo parte del Parco Regionale Delta del Po Emilia-Romagna)

Aree di interesse naturalistico del Parco del Delta Regione Natura 2000 Note
Po di Primaro e Bacini di Traghetto EMR ZPS
Valli di Argenta EMR SIC, ZPS
Punte Alberete Valle Mandriole EMR SIC, ZPS
Bardello EMR SIC, ZPS
Pineta San Vitale, Bassa del Pirottolo EMR SIC, ZPS
Pialasse Baiona, Risega e Pontazzo EMR SIC, ZPS
Pineta di Casalborsetti, Pineta Staggioni, Duna di Porto Corsini EMR SIC, ZPS Riserva Naturale Statale Duna costiera di Porto Corsini, Riserva Naturale Statale Pineta di Ravenna
Pialassa dei Piomboni, Pineta di Punta Marina EMR SIC, ZPS Riserva Naturale Statale Pineta di Ravenna
Salina di Cervia EMR SIC, ZPS Riserva Naturale Statale Salina di Cervia
Ortazzo, Ortazzino, Foce del Torrente Bevano EMR SIC, ZPS Riserva Naturale Statale Duna Ravenna Torrente Bevano, Riserva Naturale Statale Pineta di Ravenna
Pineta di Classe EMR SIC, ZPS
Biotopi di Alfonsine e Fiume Reno EMR SIC, ZPS Riserva regionale Alfonsine

La foce del grande fiume è abitata dall’uomo sin dalla preistoria; il territorio è il risultato della complessa interazione uomo - natura, che nel tempo ha contribuito in modo determinante a creare e modellare un’area che rispecchia questo stretto rapporto in ogni sua parte.

Il tratto più a est del Delta del Po ha iniziato a formarsi poco meno di 400 anni fa, ed è in continua evoluzione; si può infatti affermare che è la porzione di territorio più giovane d'Italia.

Evoluzione del delta del Po dal 1604, data della chiusura dell'imbocco del fiume Reno nel Po, fino al 1985 (Fonte Wikipedia)

 

Un po’ di storia – Unione travagliata

Già negli anni Settanta del secolo scorso si cominciarono a muovere i primi passi verso la creazione di un’area protetta che comprendesse l'intero Delta del Po. Numerose associazioni ambientaliste spingevano verso un Parco Nazionale, infatti da un punto di vista geografico e naturalistico si tratta di un'unica grande area; ed anche da un punto di vista di tradizioni e culture antropiche, vi sono sfumature certamente non insormontabili. Tuttavia apparve sin da subito chiara la difficoltà nel creare un'area protetta sul confine tra due regioni così diverse come Veneto ed Emilia Romagna, in cui anche le amministrazioni locali erano spesso in totale disaccordo anche su questioni di rilievo. Nella zona insistono notevoli interessi di tipo economico, basati su vaste aree di pesca e di allevamento, su estese colture agricole e su un sempre più crescente turismo. Ogni regione quindi intraprese un percorso autonomo verso la creazione di due parchi regionali.

Già nel 1988 l’Emilia-Romagna istituì il Parco Naturale Regionale del Delta del Po (Ente Parco creato nel 1996), con l'auspicio di future interazioni con la Regione Veneto e con lo Stato al fine di giungere in futuro ad una gestione unitaria. Il Veneto approvò il piano di costituzione del proprio parco nel 1994 e nel 1997 venne istituito il Parco Regionale Veneto del Delta del Po.

Lo Stato si mosse verso la direzione della gestione unitaria con l'articolo 35 della Legge n.394 del 1991 che stabilisce che “Emilia-Romagna e Veneto istituiscano di concerto, e d'accordo con il Ministero dell'Ambiente il Parco Naturale Interregionale del Delta del Po entro il 1993”. Nonostante molti incontri, studi, conferenze non si giunse mai ad un accordo, per cui le due amministrazioni continuarono indipendentemente, sino a quando si cominciò a pensare alla candidatura MaB UNESCO, in cui era necessario presentarsi come un’unica entità.

Per il Delta del Po MaB UNESCO rappresenta non solo un riconoscimento importante di livello mondiale, ma anche l’occasione per giungere finalmente ad una tanto sospirata “governance” unica. E’ attualmente in corso l’iter parlamentare per una legge di riforma dei parchi in cui si fa espressamente riferimento a “una delega al Governo ad adottare un decreto legislativo per l’istituzione di un unico Parco del Delta del Po”.

A tal proposito proponiamo di seguito un servizio di una TV locale su questo argomento

 

MaB in Italia

Le Riserve della Biosfera in Italia (fonte Ministero Ambiente e della tutela del territorio e del mare)

Le Riserve della Biosfera italiane al 23 agosto 2017

1

Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise

Riserva Naturale di Collemeluccio-Montedimezzo, in Molise, in Provincia di Isernia, nei Comuni di Vastogirardi e Pescolanciano www.riservamabaltomolise.it/

1977

2

Circeo

Parco Nazionale del Circeo, nel Lazio, in Provincia di Latina, a 100 km a sud di Roma, sulla costa tirrenica

www.parcocirceo.it

1977

3

Miramare

Area marina protettsRiserva Naturale Marina, situata a 7 km dalla città di Trieste, nel Golfo di Trieste.

www.riservamarinamiramare.it

1979

4

Cilento e Vallo di Diano

Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, in Campania, Provincia di Salerno, dalla costa tirrenica fino ai piedi dell’appennino campano-lucano.

www.cilentoediano.it

1997

5

Somma Vesuvio e Miglio D’Oro

Parco Nazionale del Vesuvio, situato nel Golfo di Napoli, in Campania.

www.vesuviopark.it

1997

6

Valle del Ticino

Parco del Ticino, lungo il fiume Ticino, in Italia settentrionale, tra le regioni  Lombardia e Piemonte.

www.parcoticinolagomaggiore.it

2002

7

Isole di Toscana

Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nel Mar Tirreno, con sette isole maggiori situate tra la costa toscana e la Corsica.

www.islepark.it

2003

8

Selve Costiere di Toscana

Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, nella zona costiera toscana tra Pisa e Viareggio.

www.parcosanrossore.org

2004

9

Monviso Biosphere Reserve

Interessa il Parco del Po Cuneese e si estende dai due versanti del Monviso fino a raggiungere le colline del Roero, in Piemonte. Nel 2014 è stato riconosciuto, insieme al territorio francese del Queyras, prima Riserva transfrontaliera.

www.parcodelpocn.it

2013

10

Sila

Interessa il territorio del Parco Nazionale della Sila e di 68 Comuni delle Province calabresi di Cosenza, Catanzaro e Crotone per quasi 400.000 ettari.

www.parcosila.it

2014

11

Appennino Tosco-Emiliano

Situato in Emilia Romagna, interessa una parte rilevante dell'Appennino settentrionale, comprendendo il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

www.parcoappennino.it

2015

12

Delta del Po

Comprende i Parchi Regionali del Delta del Po del Veneto e dell’Emilia-Romagna.

www.parcodeltapo.orgwww.parcodeltapo.it

2015

13

Alpi Ledrensi e Judicaria

Si estende tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta, comprendendo le riserve del Trentino Alto Adige

www.areeprotette.provincia.tn.it

2015

14

Collina Po

Interessa il territorio piemontese del fiume Po e della collina che borda la città di Torino, conivolgendo 85 Comuni e le Aree Protette del Po e della Collina Torinese.

www.parchipocollina.to.it/page.php?id=82

2016

15

Tepilora, Rio Posada e Montalbo

Identificata dal bacino idrografico del Rio Posada e dai massicci che lo circondano (dal Montalbo ai monti di Ala, al Monte Nieddu), copre una superficie di 165.173 ettari, passando in pochi chilometri dalla montagna al mare. Coinvolge il territorio di 17 Comuni del nord-est della Sardegna ricadenti nelle due provincie di Olbia-Tempio e Nuoro, il Parco Regionale di Tepilora, il SIC del Montalbo, il SIC Berchida-Bidderosa, il Parco Geominerario storico e ambientale della Sardegna e diverse altre aree di interesse naturalistico.

www.parcotepilora.it

2017

 

 

Flag of the United Nations.svg

24 ottobre 1945

Fondazione dell’ONU

Pochi mesi dopo il termine della seconda guerra mondiale nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite (acronimo ONU)

Risultati immagini

16 novembre 1945

Nasce l’'UNESCO, agenzia dell’O.N.U. creata per promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l'istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l'informazione

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l'acronimo UNESCO

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14 dicembre 1955

Italia entra a nell’ONU

Dopo un’attesa dimolti anni (la prima domanda di ammissione risale al 1947) l’Italia entra finalmente a fa parte dell’ONU

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24 novembre 1970

16° conferenza generale dell’UNESCO a Parigi

 

Nasce nel 1971 il programma “Uomo e Biosfera” – Man and the Biosphere Programme – (acronimo MAB)
23 novembre 1972

17° conferenza generale dell’UNESCO a Parigi

Viene approvatala Convenzione per la Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale.

Si definiscono i termini di “Patrimonio culturale” e “Patrimonio naturale”.

 

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6 aprile 1977

L’Italia ratifica la convenzione con la legge n.184

Già nel 1977 due aree italiane vengono iscritte al programma MAB: Riserva Naturale di Collemeluccio-Montedimezzo, in Molise, e "Foresta Demaniale del Circeo" nel Parco Nazionale del Circeo.

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Il Delta del Po si è candidato a Riserva di Biosfera nell’ambito del Programma MaB UNESCO nel 2013, integrando alcune specifiche nel 2014 Il riconoscimento è avvenuto nel 2015. L’attuale riconoscimento comprende il Delta veneto e una parte del Delta emiliano in provincia di Ferrara

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Nel 2016 avviato il processo partecipativo per giungere all’allargamento del perimetro della Biosfera Delta del Po I comuni della parte sud del Delta del Po (Alfonsine, Argenta, Cervia e Ravenna), stanno procedendo ad avviare la candidatura per unirsi alla Biosfera Delta Po

 

 

 

 

MaB UNESCO

L’agenzia dell’UNESCO raccoglie 195 paesi più 10 membri associati (fonte Wikipedia 2017), la sede centrale è presso Parigi (Place de Fontenoy n.7, 75352) ed è così strutturata:

  • La Conferenza generale è l’organo sovrano dell’UNESCO che riunisce tutti gli Stati membri ogni due anni e determina i programmi e i budget.
  • Il Consiglio esecutivo, nel quale sono rappresentati 58 Stati membri, ha il compito di verificare la realizzazione delle decisioni della Conferenza generale e di preparare il lavoro di quest’ultima.
  • La Segreteria, ha l’incarico di mettere in pratica gli impegni assunti dagli Stati membri.

 

La missione dell’UNESCO, è quella di “contribuire alla costruzione della pace, alla eradicazione della povertà, allo sviluppo sostenibile e al dialogo interculturale attraverso l’educazione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione.”

Le politiche perseguite dall’UNESCO sono riassunte nei seguenti punti:

  • Promuovere l’educazione in modo che ogni bambina, bambino, ragazzo o ragazza, abbia accesso ad un'istruzione di qualità come diritto umano fondamentale e come requisito essenziale per lo sviluppo della personalità;
  • Costruire la comprensione interculturale anche attraverso la protezione e la salvaguardia dei siti di eccezionale valore e bellezza iscritti nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità;
  • Perseguire la cooperazione scientifica per rafforzare i legami tra le nazioni e le società al fine di monitorare e prevenire le catastrofi ambientali e gestire le risorse idriche del pianeta;
  • Proteggere la libertà di espressione come condizione essenziale per garantire la democrazia, lo sviluppo e la tutela della dignità umana.

Sin dalla nascita l’Agenzia si è occupata di formazione, ricerca, cultura e comunicazione. Già negli anni ’50 del secolo scorso l’UNESCO ha sollevato il problema dell’inaridimento e desertificazione del suolo. Negli anni ’70, in accordo con l’affermazione a livello planetario di una nuova sensibilità ambientale, vi è stato un sostanziale cambiamento nell’approccio verso le Scienze Naturali con l’approfondimento delle tematiche relative a sviluppo, natura e ambiente. Lo stesso termine “Sviluppo sostenibile” fu usato per la prima volta in questo contesto dall’UNESCO.

In seguito alla 16° conferenza generale dell’UNESCO svoltasi a Parigi nel novembre 1970 venne varato il programma “Uomo e Biosfera” (Man and the Biosphere - MaB).

Il programma MaB è sorto con lo scopo di incentivare la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse della biosfera. Le principali azioni connesse al programma MaB si sono evolute nel tempo seguendo gli sviluppi delle conoscenze scientifiche, adottando e facendo proprio concetti come la salvaguardi della biodiversità e prestando sempre maggiore attenzione ai mutamenti climatici.

Oggi il Programma MaB intende:

    • individuare e valutare i cambiamenti nella biosfera determinati dalle azioni umane e dagli eventi naturali, e gli effetti degli stessi sull’uomo e l’ambiente, soprattutto nel contesto delle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici;
    • studiare e comparare i rapporti dinamici tra gli ecosistemi naturali ed i processi socio-economici, soprattutto con riferimento alla progressiva perdita della diversità biologica e culturale ed alle serie minacce per gli ecosistemi e per la loro capacità di fornire servizi essenziali per il benessere umano;
    • assicurare sviluppo eco-compatibile ed un ambiente vivibile in un contesto globale caratterizzato da processi di rapida urbanizzazione e di eccessivo consumo energetico considerati come fattori scatenanti dei cambiamenti climatici;
    • promuovere lo scambio e la divulgazione di conoscenze sui problemi ambientali e sulle eventuali soluzioni, nonché la formazione ambientale nel settore della gestione e dello sviluppo sostenibile.

Uno dei principali metodi per mettere in atto il programma MaB UNESCO è quello della identificazione delle Riserve della Biosfera che rappresentano un modello di sviluppo sostenibile ove applicare delle politiche di conservazione, sostegno e incremento rivolte alle risorse ambientali ed i relativi servizi ecosistemici, le pratiche e i prodotti tradizionali, ed il patrimonio artistico/culturale.

Le principali funzioni di una Riserva della Biosfera sono:

  • Funzione di conservazione della diversità biologica, delle risorse genetiche, delle specie, degli ecosistemi e dei paesaggi, e della diversità culturale;
  • Funzione di sviluppo, centrato principalmente sulle popolazioni locali, secondo modelli di gestione “sostenibile” del territorio;
  • Funzione di supporto ai progetti di dimostrazione, informazione, educazione ambientale, ricerca e monitoraggio collegati ai bisogni di conservazione e sviluppo sostenibile locale, nazionale e globale.

In estrema sintesi la “mission” delle Riserve della Biosfera si possono riassumere con il motto: “Stimolare un futuro positivo collegando oggi natura e persone.”

 

NOTA BENE NON CONFONDERE

Le iniziative dell’UNESCO sono varie e non sempre collegate tra loro

 

Nella 17° conferenza UNESCO (Parigi novembre 1972) vennero poste le premesse per identificare e preservare quei siti che rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale (Patrimonio dell’umanità). Attraverso la redazione della Convenzione riguardante la protezione sul piano mondiale del patrimonio culturale e naturale vennero definiti “Patrimonio culturale” e “Patrimonio naturale”. In questo caso si tratta di iniziative diverse dal MaB UNESCO; ad esempio nella nostra zona abbiamo:

 

Siti UNESCO

Patrimonio dell’umanità

Patrimonio culturale Venezia e la sua Laguna (1987)
Patrimonio culturale Ferrara città del Rinascimento e delta del Po con le delizie estensi (1995-1999)
Patrimonio culturale Monumenti paleocristiani di Ravenna (1996)
Patrimonio culturale

(transfrontaliero)

Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale (2017)
Patrimonio naturale

(transfrontaliero)

Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa (2017)

MaB UNESCO

Riserva della Biosfera Delta del Po, 2015
Riserva della Biosfera Appennino Tosco-Emiliano, 2015

 

sito ufficiale UNESCO https://en.unesco.org/

Sito italiano UNESCO http://www.unesco.it/

Il programma “Uomo e Biosfera” http://www.minambiente.it/pagina/il-programma-uomo-e-biosfera-mab

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